Chi pensa sia necessario filosofare, deve filosofare e chi pensa che non si debba filosofare, deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l'addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.

15.4.09

Cultura dell'anima

INTROSPEZIONE DELLO SPIRITO

Noi siamo gli eredi dei nostri antenati. In noi circola la loro evoluzione. Innumerevoli sono gli uomini che hanno abitato la terra, infiniti i loro pensieri. Se pensiamo intensamente alle varie epoche, alle realtà vissute, ai tempi antichi, se cogliamo per un istante il senso dell'infinità del tempo e del susseguirsi omogeneo delle distanze, la nostra anima si espande a dismisura; è come se il nostro io, per un istante, venisse colpito dal fulmine della percezione dell'essere rimanendone estasiato. In quei pochi secondi riusciamo a percepire la l'enormità dell'universo e la sua forza vitale, la bellezza degli uomini e le potenzialità di cui dispongono. Sono istanti che ci indicano la via per uno studio approfondito dell'essere umano, per una scienza che sia in grado di leggere l'uomo nella sua interezza e che dia un doveroso valore all'interiorità, che non sia mai fine a se stessa ma che dischiuda realtà indispensabili non solo al vivere, ma al vivere crescendo.
La storia è la biografia dell'esistenza umana e da essa derivano le molteplici capacità dell'uomo moderno nel campo della fisica, dell'architettura, della medicina e così via, ma l'uomo in genere, non ha mai approfondito i suoi brividi, non si è mai cercato, non ha mai frugato nelle viscere di se stesso! al contrario, ha spesso subordinato gli altri al sapere di se stesso, recando enormi danni alla società, e questo ha contribuito a promuovere una graduale atrofizzazione dello spirito e delle sue percezioni che dura ormai da secoli.
Potremmo discutere ore sugli uomini comuni e sui loro errori, (poichè essi non sanno ciò che fanno, noi soli lo sappiamo!) ma in questo scritto non tratteremo visioni semplicistiche, bensì discuteremo delle cose assolute, delle cose ultime, di ciò che alcuni determinati tipi di uomini intuiscono.
Ho sempre avuto il sospetto che all'uomo mancasse un certo tipo di formazione, un credo più ardente, un'aitante educazione per ciò che è profondo e vitale, ma ora i miei dubbi, le mie ombre, stanno diventando certezze; i miei pensieri a riguardo non si sono assopiti o dissolti, nessuno di loro è stato abbandonato anzi, uno per uno stanno prendendo forma, stanno iniziando a legarsi tra loro in modo indissolubile! ciò che avvertivo un tempo, è pronto per essere preso seriamente perchè ora tutto è più specifico: tutto è continuità, l'essere non è, l'essere diviene.
Gli uomini nascono predisposti al gioco, imparano a vivere per imitazione, per poi affrontare se stessi e la bramosa sete di conoscenza nell'età adulta; ma da dove nasce questa sete? Si potrebbe dire che come gli alberi, incuranti di ciò che gli sta attorno si spingono verso l'alto, così gli uomini superiori, incuranti della società che li circonda, si lanciano a braccia aperte nel mare della conoscenza interiore e universale. L'energia vitale potrebbe nascere da un elemento trascendentale, una radice comune che raggruppa indirettamente e che disseta un certo tipo di uomini, oppure è una "semplice" questione di volontà, di concentrazione, di predisposizione per ciò che sta in profondità. In ogni caso come si fa a non curare il proprio spirito, come si fa a tralasciare se stessi?
L'uomo ha abbandonato l'istinto per abbracciare il pensiero e le sensazioni; ora, il suo compito è coltivare se stesso dando piena fiducia alle proprie intuizioni, dispiegare energie e raccogliere emozioni.
Noi siamo in continua evoluzione, del resto nemmeno volendo riusciremmo a stare fermi! i cambiamenti sono segni di vita, le metamorfosi ci puliscono dal grigiume conferitoci dall'abitudine.
Non importa in quale paese viviamo o in quale casa passiamo le nostre giornate, ciò che conta è la nostra anima e nulla più; tutto ruota intorno ad essa e al vento che porta, tutto risplende in base al suo benessere. La natura, con la sua meraviglia, con le sue luci e le sue ombre, ci arreca gioia o tristezza in base al nostro stato d'animo. Possiamo andare a teatro a guardare lo spettacolo più comico della stagione, ma se cè qualcosa che turba la nostra anima, non ne apprezzeremo nemmeno un minuto. Una giornata di sole, non è una giornata di sole se la nostra anima è ferita. Tutto ruota in torno allo spessore e al benessere del nostro spirito perchè è da esso che dipende la nostra percezione della realtà.
L'umanità intera è perennemente permeata dalla bellezza che si rinnova giorno per giorno, il mondo è un mare di positività che ci plasma con le sue onde. Sta a noi avvertire e comprenderne il senso e la forza, sta a noi riconoscerci nell'unità del tutto e rendergli omaggio. Le nostre giornate sono colme di segni che riconducono all'unità delle cose e ai più nobili pensieri, come il profumo di un fiore che ricorda l'innocenza e la bellezza, la maestosità del mare che richiama la forza e la volontà, la dolcezza di una madre nei confronti del figlio che ricorda l'amore e la salvaguardia della specie, la cieca obbedienza di un cane al suo padrone che esalta le gerarchie naturali e l'invisibile connessione tra tutti gli esseri viventi, così diversi ma strettamente legati tra loro, e così via.
La sostanziale differenza che cè tra noi e la posizione delle religioni attuali, è che il nostro credo è amalgamato alla terra, tutto ruota intorno al grande caos e al nostro vivere a pieno il presente. Noi non ci curiamo dei grandi discorsi sulla vita dopo la morte, sulla reincarnazione e sulla salvezza eterna, perchè il nostro paradiso è il mondo intero nella sua molteplicità di fattori, il nostro successo risiede nella potenzialità di rendere la vita un pochino migliore a chi ci circonda, uomo, animale o vegetale che sia.
Come un cacciatore, il nostro spirito, sorvola le cose per conoscerle nella loro finalità, fino all'estremo dei confini, perchè l'eternità non è il dopo vita, ma il senso dell'esistenza terrena!
Soltando elevando la nostra anima potremo intravedere ciò che si nasconde dietro la realtà materiale delle cose e cogliere il senso dell'essere. Io personalmente sono riuscito a percepire questa sensazione solo due volte in tutta la vita, e soltanto per un'istante come accennavo prima, ma si narra che questa sensazione di risveglio, di illuminazione, in alcuni antichi maestri cinesi, si sia perpetuata per una vita intera, sembra che costoro abbiano inchiodato quell'attimo d'estasi, trasformando il lampo irruento in un sole ardente!
La percezione tipicamente materiale che abbiamo del mondo da generazioni, deve nettamente cambiare. Dando la giusta attenzione alla nostra anima, il futuro acquisterà un senso, l'amore prenderà voce e il silenzio a tarda sera sarà il nostro più caro amico! Possiamo fare tutto nella vita, ogni tipo di lavoro o studio, possiamo vedere civiltà sepolte o guerre sanguinose, vada come vuole il mondo, se noi coltiviamo noi stessi troveremo sempre dentro di noi una forza straordinaria! la nostra anima è tensione, sentimento e vita!
in fondo noi seguiamo ciò che hanno seguito nella storia i grandi eroi, i martiri, i poeti , i filosofi, i predicatori, gli artisti, i conquistatori, i cavalieri, e tutti coloro che hanno iniziato la loro vita tra la gente comune per finir nella più alta beatitudine.
è inutile cercare altre vie al di fuori della crescita interiore, perchè possiamo accumulare tutto il denaro e le proprietà che vogliamo, ma se questo è a discapito della nostra anima, del nostro credo, non godremo di alcuna felicità, perchè la felicità è qualcosa che solo l'anima percepisce!

5.4.09

Per una filosofia applicata alla vita

PREFAZIONE

La filosofia per essere utile deve essere in grado di sostenere la realtà. In due secoli, solo pochi movimenti hanno tentato di applicare il loro pensiero alla vita, senza per altro trarne reali benefici. Siamo figli e debitori degli antichi, perchè è da loro che proveniamo, in noi circola la loro evoluzione. Noi tutti abbiamo goduto nel leggere i dialoghi platonici o la dialettica socratica, ma è arrivato il momento di concretizzare la filosofia e di applicare la poesia alla vita. Quante volte ho sentito dire che filosofi e poeti sanno solo dar vita a un fiume di parole e nient'altro, o come disse uno dei padri dell'antica scuola, che "la poesia è il vino dei demoni" per la sua capacità di colmare l'immaginazione, per mezzo della menzogna. Dobbiamo mettere a tacere una volta per tutte queste critiche, con un differente metodo di pensiero, con un rivoluzionario modo di concepire e di vivere l'esistenza. L'unica strada che noi uomini superiori abbiamo per arrivare a compiere questo grande passo in avanti, è esternare le nostre pulsioni interiori con l'ausilio della ragione. Penetrare in profondità la nostra anima e sentire ciò di cui abbiamo bisogno, sarà la normativa che ci evolverà ad una semplificazione poetico-filosofica applicata alla vita. é giunto il momento di far coincidere la teoria con la prassi, è tempo che mille fiori sboccino. Pertanto qui intendo esporre il primo capitolo della filosofia evolutiva, che si presenta come forza anticonformista all'interno del mondo filosofico.

22.3.09

Una delle più belle canzoni italiane

L'Oceano di Silenzio


Un Oceano di Silenzio scorre lento
senza centro né principio
cosa avrei visto del mondo
senza questa luce che illumina
i miei pensieri neri.

(Der Schmerz, der Stillstand des Lebens
Lassen die Zeit zu lang erscheinen)

Quanta pace trova l'anima dentro
scorre lento il tempo di altre leggi
di un'altra dimensione
e scendo dentro un Oceano di Silenzio
sempre in calma.

(Und mir scheint fast
Dass eine dunkle Erinnerung mir sagt
Ich hatte in fernen Zeiten
Dort oben oder in Wasser gelebt)

* * * *

18.3.09

Sensazioni mattutine

Da qualche giorno mi sveglio con una serenità non indifferente. Questa mattina, dopo aver fatto colazione, mi sono vestito per il consueto giro tra il parco e gli orti lungo la stazione. Appena uscito di casa, ho avvertito subito un'euforica lietezza nell'aria, che avvolgeva lo spirito delle cose: la stessa sensazione che provavo a volte da bambino! sopratutto nelle mattine dei giorni di festa, quando tutti i membri della famiglia si svegliavano uno alla volta, ed insieme facevamo colazione, o quando intrepido attendevo i pomeriggi dopo scuola, con quell'infinita voglia di vivere, con quell'entusiasmo che, erroneamente dicono caratterizzi solo la giovane età. Oggi io sono così; era da un po' che non godevo di queste sensazioni, era da un po' che non vedevo i colori così accesi, così brillanti! Questi sono i giorni in cui assaporiamo la vita nella sua interiorità, sono i giorni in cui l'anima è in perfetta sintonia con il mondo esterno, con la natura delle cose; sono i giorni in cui vivere è una gioia enorme, e quasi ho paura a pensare quanto sono felice! (filosofia del mattino?). é un peccato che molti uomini abbiano disimparato ad ascoltare la natura: il sole per gli adulti è sinonimo di una bella giornata, nei bambini è voglia di vivere, è forza che riempie il cuore e lo spirito. La pioggia per gli adulti è sinonimo di una brutta giornata, per i bambini è sempre e comunque un ottimo momento per gioire. Il segreto è riuscire a mantenere in perfetto accordo i sensi interiori con quelli esteriori, mantenere vivo lo spirito vitale che nasce nell'infanzia ed accrescerlo nell'età adulta. Chi l'ha detto che la perdita dell'infanzia, sostituita dalla formazione culturale debba coincidere con la rinuncia della natura e della sua luce così intensa? Il rapporto con il cielo e la terra è parte integrante del mio cibo quotidiano, non vedo l'ora di restare solo per poter osservare la bellezza che mi circonda! Qualunque dolore o malanno abbiamo, appena ci rivolgiamo alla natura questi svaniscono: la vita non è facile e non è difficile, non è brutta e non è bella, perchè questi sono pensieri infantili e puramente materiali al cospetto dell'universo. Dobbiamo imparare ad ascoltare e capire che ogni evento che viviamo, non è nè positivo nè negativo, perchè chi collega un concetto negativo a una determinata azione, è colui che si ferma a vedere l'azione in sè associata a un breve momento, noi invece, abbiamo una visuale molto più aperta dell'esistenza e del susseguirsi omogeneo delle azioni, che ci porta a pensare che, il negativo è il positivo stesso. Non dovrei forse chiamare dio questa energia? Gli uomini sbagliano ad associare Dio ad una religione piuttosto che a un'altra, e il peccato più grande che questi possano fare è credere che esista qualcosa di tanto inumano come il peccato. Non dovrei vivere di spiritualità e non di materia? Non dovrei attribuire a dio la segreta relazione tra uomo e natura? Il mio migliore amico è un albero, o un arbusto; Non che non mi trovi bene con le persone, anzi con molte persone sono in perfetta sintonia, ma perchè a differenza degli uomini gli alberi sono perennemente festosi, sanno come porsi e di questi non ci si può mai stancare, perchè in loro regna una perpetua giovinezza e una tranquillità così duratura, quasi vorrebbero insegnarmi a vivere, a diventare saggio. Le stagioni sono un'altra delle gioie che arricchiscono gli uomini. Nelle giornate invernali, nell'imbrunire c'è qualcosa di magico, che rinvigorisce lo spirito: le luci soffuse e le atmosfere invernali hanno la capacità di scaldare il cuore, come nessun altro è in grado di fare. Le piogge autunnali risvegliano i sensi assopiti durante i periodi estivi e ci portano verso nuovi pensieri, nuove pulsioni. Ogni stagione serve per una nuova che verrà, ed ognuna di esse racchiude segreti da scoprire, segnali da decifrare. Ci sono ancora molti segni e parole che non conosco, se li conoscessi potrei comprendere tutto molto meglio: come voi sono ancora un allievo. La musica e le opere d'arte contribuiscono e ci predispongono ad un rapporto originale con ciò che ci circonda, nello stesso tempo ci affascinano perchè sono il riflesso, il riassunto del mondo, ma la bellezza di una foglia, di un albero, di una cascata, di un fiore, risplendono in modo differente nel nostro cuore. La manifestazione della bellezza è l'espressione dell'universo che racchiude il tutto. Quando iniziamo a sentire tutte queste sensazioni, acquistiamo fiducia in noi stessi e, come diceva Pirandello: "Quando uno è contento di se stesso, ama l'umanità"

23.2.09

Degli uomini e della politica

Il buon pensiero nasce da una simmetria mentale.

Un uomo cade nel ridicolo quando vuol dar a vedere una vera identità, agli occhi di chi una vera identità la possiede per davvero.

A molti uomini la tarda sera fa paura, per questo passano giornate intere a cercare lampadine.

Il miglior partito è quello formato da una singola persona.

Le masse tendono a dimenticare gli errori commessi per gioire meglio delle vittorie conquistate, ma questo vizio stravolge la realtà, portando gli uomini a inciampare sempre nelle stesse buche.

Alcuni uomini si accorgono della loro interiorità solo quando vengono feriti.

Ogni stato attuale teme lo sviluppo dello spirito, per questo le classi dirigenti non vogliono ammettere nè la storia, nè la possibilità di un divenire diverso; L'educazione impartita dallo stato, di fatto vincola ogni sviluppo personale, mantenendo ogni generazione a uno stesso livello. Ma questo non sempre riesce, perchè il singolo, mosso da una forte volontà, una volta intrapresa la strada della formazione intelletuale e della conoscenza di se stesso, la seguirà fino in fondo.

L'abitudine d'aggregazione crea pensieri di stallo.

Più ci si allontana dalla morale comune e più si raffina la tecnica, e il processo tecnico isola a sua volta.

Il lavoratore moderno raramente troverà sollievo durante i giorni di riposo, perchè appunto sono giorni di riposo, non di libertà. La sua malattia è la costante sottomissione alle leggi di mercato, che alimentano una folle economia sviluppatasi per conto proprio, fine a se stessa e basata su consumi eccessivi.

Il rimpianto è il delirio dello spirito.

Gli uomini possiedono ancora il sogno di un tempo, ma non hanno la coscienza per poterlo attuare.

Non si è realmente capito, se non si è capito il senso per cui si può capire.

In fin de conti la vita è fatta di piccoli momenti di estrema significatività e lunghi momenti d'intervallo. C'è chi vive e assapora il riflesso dei momenti migliori e chi è esso stesso un momento d'intervallo.

Il pasto, al palato di un uomo, risulta squisito quando è preparato con i migliori condimenti.

Appena un uomo diventa rilevante nello scenario politico del suo paese, lo stato si impossessa della sua anima. Chi è ai vertici del gioco del potere, deve essere sempre e comunque ricattabile: questa è la sua unica garanzia per non essere liquidato nel tempo.

Un uomo cresce se impara a giudicare se stesso e gli altri sullo stesso piano.

Un popolo che non tiene conto di ciò che vive oltre se stesso, è come il taglialegna che muore travolto da una frana: egli sarà la sola ed unica causa della sua morte.

L'insensatezza dei partiti politici, sta nella continua ricerca del voto a danno della risoluzione dei problemi.

La conoscenza non è vita, ma la vita è conoscenza.

Alcuni uomini politici approfittano delle debolezze altrui per evidenziare i propri meriti seppur mediocri, questo accade perchè l'elettore medio non ha memoria, ma anche se ce l'avesse non sarebbe comunque in grado di formulare una propria opinione: Il problema della politica è la passività dell'elettorato.

Gli uomini moderni vivono troppe esperienze e riflettono troppo poco su di esse, per questo diventano miopi.

La fine di un pensiero non è la sua meta, ma tuttavia, se il pensiero non è giunto alla fine nemmeno ha raggiunto la propria meta. che fare?

* * * *

21.2.09

Novella (parte 3)

CONCLUSIONE -


Durante la notte si alzò un vento terribile, Iniziò a piovere e il mare si gonfiò, Charles si svegliò immediatamente e si mise al timone.
Capii subito che il tempo non sarebbe migliorato a breve, le onde iniziavano ad alzarsi oltre il livello di guardia e il vento non dava cenni di voler diminuire.
Il professore si svegliò bruscamente, uscì dalla sua cuccetta e ordinò al ragazzo di gestire al meglio la situazione.
Charles, pur essendo molto giovane aveva già una modesta esperienza alle spalle, non era la prima volta che si imbatteva in una tempesta in alto mare, già lo scorso anno aveva affrontato con successo una terribile bufera.
Il ragazzo si occupava di tenere l'imbarcazione in equilibrio, ma nonostante i suoi sforzi la barca iniziò a riempirsi d'acqua.
Onda dopo onda, l'acqua salì sempre più ai piedi del professore.
Charles tentò il tutto per tutto ma vedendo le condizioni del tempo e la quantità d'acqua che riempiva la barca, capii che non c'era più nulla da fare, l'imbarcazione stava affondando, era solo questione di minuti.
Inaspettatamente il ragazzo prese coraggio e rivolse per la prima volta la parola al professore, la sua voce era mutata e il suo sguardo era freddo e deciso, era cosciente della drammatica situazione, ma sembrava non aver paura, si stava comportando da vero marinaio.
Guardandolo fisso negli occhi, Charles chiese:
- "Signore, lei sa nuotare?" -
Il professore udendo le poche parole si pietrificò, capì che stava per accadere qualcosa di irreparabile, non pensò più a niente e balbettando con voce soffusa rispose:
- "No ragazzo, non so nuotare, non ho mai dato importanza al nuoto." -
La barca andò a picco e gli scritti del professore andarono perduti.
Il ragazzo afferrò Brown, lo strinse forte al suo petto e nuotò in direzione della riva.
Dopo svariate ore passate in mare i due arrivarono fortunatamente in un'isola non sconosciuta a Charles.
Stremato, appoggiò il professore sulla spiaggia, che nel frattempo aveva perso conoscenza, si sdraiò sulla sabbia e si abbandonò ad un dolce riposo.
Il sig. Brown al suo risveglio, vide il ragazzo che dormiva a braccia aperte e capendo di essere sopravvissuto al tremendo naufragio tirò un sospiro di solievo.
Charles era riuscito a salvarlo, le sue lunghe braccia gli avevano permesso di nuotare senza sosta.
- salvando una vita umana era diventato l'artista di un'opera straordinaria -
Proprio lui, che non aveva alcuna sensibilità per la cultura, che non sapeva ne leggere, ne scrivere, che non aveva alcuna conoscenza della storia del suo paese e che non sapeva nemmeno qual'era l'attuale presidente in carica, si era scoperto la persona più importante per Brown, era stato in grado di salvargli la vita, dimostrandosi all'altezza della situazione.
Nessuno mai si era rivelato tanto decisivo, nella vita del professore.
Lui che era sempre pronto a vantarsi di se, che impartiva ordini lapidari e che guardava tutti dall'alto al basso, ora doveva tutta la sua riconoscenza e il suo rispetto nei confronti di un sasso.

* * * *

20.2.09

Novella (parte 2)

L'IMBARCAZIONE LASCIA IL PORTO -


Il professore si accomodò subito sul suo sedile e spulciando tra i suoi fogli ricchi di appunti, si immerse in un silenzio contemplativo.
Nel frattempo, Charles era intento a guidare la barca al di fuori del porto e a seguire la rotta datagli in precedenza dal professore.
Dopo quasi due ore di viaggio, Brown rivolse la parola al giovane che fino a quel momento era stato al suo posto cercando di disturbare il meno possibile.
- "Che scuola fai ragazzo?" -
Chiese con voce decisa il professore.
- "Non frequento nessuna scuola" -
Rispose Charles.
- "Non frequenti alcuna scuola, ma com'è possibile?" -
IL ragazzo con il volto rivolto verso il basso rispose:
- "I miei genitori sono poveri, io non ho mai avuto la possibilità di frequentare alcuna scuola, ma ho imparato a leggere grazie alle lezioni serali di mia madre" -
Il professore rimase allibito.
Charles aveva diciassette anni, aveva iniziato a lavorare fin da bambino, per assicurarsi il pasto quotidiano.
Il padre era spesso lontano da casa e i pochi soldi che inviava alla famiglia non bastavano a sfamare lui, i suoi tre fratelli e sua madre.
Per questo all'età di sette anni iniziò a lavorare lungo il porto, svolgendo ogni tipo di mansione, dalla pulizia delle barche dei signori, allo scarico merci.
Calò nuovamente un intenso silenzio, il professore si concentrò sui suoi studi mentre il ragazzo guardava il mare.
Il sole era ormai alto nel cielo e la fame colse i due naviganti.
Durante il pranzo il professore venne invaso da un senso di pietà, nonostante non gradisse quel sentimento e cerasse in tutti i modi di eluderlo, lo avvertiva più forte che mai.
Lui, che a diciassette anni traduceva i testi in latino e che già si rapportava con ragazzi più grandi, aveva di fronte a se un ragazzo che non conosceva nulla o quasi, che aveva passato la sua giovinezza tra la volgarità del porto e lo sfruttamento, che aveva dovuto subire chissà quale affronto e continuare per la sua strada a testa bassa.
La discussione tra i due era dominata dal professore, era lui a decidere se porre delle domande o se riprendere il silenziio, Charles si limitava a rispondere in modo garbato, stando attento ad ogni singola parola.
Incuriosito dal livello di conoscenza del ragazzo, Brown riaprì il dialogo.
- "Hai mai sentito parlare di Socrate" -
- "No professore, non so chi sia" -
Rispose Charles.
- "Conosci la storia del nostro paese, figliolo? -
- "No signore, conosco ben poco, non ho mai avuto il tempo di approfondire determinati argomenti, non ho mai avuto soldi per comperare dei libri, non ho mai letto nulla, a parte singole parole." -
Il professore nonostante non volesse, guardava Charles con compassione, si sentiva superiore, provava dentro di se uno strano senso di disgusto e senza un preciso motivo, continuò a fargli domande di cultura generale, rimanendo sempre più esterefatto dalle risposte del giovane, che nonostante tutto, continuava a tenere d'occhio le onde e a curare la rotta.
Il sole iniziava a calare lungo l'orizzonte e Brown, inorgoglito più da se stesso che dai suoi studi, fece fermare la barca e decise di andare a riposare.
Nonostante volesse dormire, continuava a pensare a quel ragazzo che a diciassette anni non era coscente ne di se stesso, ne del mondo circostante, e che difficilmente avrebbe avuto una vita felice, se non felice almeno dignitosa.
Durante il dormiveglia arrivò ad associare Charles ad un sasso.
Una persona priva di conoscenza, senza immaginazione, capace solo di svolgere attività manuali e lontano da ogni forma di cultura ed eleganza, non poteva che essere paragonata ad un sasso, sempre uguale, sempre immobile, insensibile ai miglioramenti interiori ma solo ai cambiamenti esteriori.
- Venne la notte, i due presero sonno -