Smarrito getto redini
sul collo del mio cavallo,
confido nel suo istinto
per ritrovar la mia strada.
Tra rovi e serpenti
diserto la ragione,
cos'è il tempo
quando nubi batton le mani?
Giacchè l'aria si rinnova
e il cuore grida forme,
così anch'io mi rinnovo
non lascio impronte!
Non vesto d'oro
leggere son le spalle,
ma una corte dentro me
che in ogni uomo un rè.
Sulla strada v'è un uomo
che non sa cosa offrirmi.
Non è acqua quel che cerco!
nè sanar ferite!
Al calar della notte
voglio esserci!
l'onda è l'estrema possibilità
d'esser tempo - e non nel tempo.
* * * * *
Chi pensa sia necessario filosofare, deve filosofare e chi pensa che non si debba filosofare, deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l'addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.
30.7.10
23.6.10
Era d'inverno
Il mio salir verso l'alto -
Era quel che non si udiva -
Eppur stringe questo nerbo -
Che di me fa vento!
L'occhio ammira la neve -
Scruta il tarlo -
Assapora la foglia -
Ma la vera tempesta gli è segreta!
La musica vive -
se v'è chi danza!
I giorni son musei d'arte -
Che nascondon la vera arte!
Il tutto morde - trascina -
E vive di tutte le cose -
Il nobile infinito -
L'istinto sa riconoscere!
* * * * *
Era quel che non si udiva -
Eppur stringe questo nerbo -
Che di me fa vento!
L'occhio ammira la neve -
Scruta il tarlo -
Assapora la foglia -
Ma la vera tempesta gli è segreta!
La musica vive -
se v'è chi danza!
I giorni son musei d'arte -
Che nascondon la vera arte!
Il tutto morde - trascina -
E vive di tutte le cose -
Il nobile infinito -
L'istinto sa riconoscere!
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19.6.10
A te
Si stendeva tra viali e rumori
dietro ombre in cerca di parole -
in un attimo tutto fioriva
io mi affrettavo a cambiare abito!
Celato le guardavo il viso
era destinata a conoscere -
il cuore di chi poteva sentire
gli occhi di chi poteva vedere!
* * * * *
dietro ombre in cerca di parole -
in un attimo tutto fioriva
io mi affrettavo a cambiare abito!
Celato le guardavo il viso
era destinata a conoscere -
il cuore di chi poteva sentire
gli occhi di chi poteva vedere!
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19.5.10
Ecco perchè siamo così liberi
PENSIERO E LIBERTà
In solitudine l'uomo sguinzaglia il se stesso più alto, cosicchè la volontà consolida ciò che l'intelletto auspica. Una solida propensione alla vita fa si che, ogni tipo di esperienza venga accettata per il semplice fatto che questa vive ed è reale (non giusta o sbagliata, ma autentica e irripetibile). Nulla arricchisce di più un uomo quanto un'esperienza vissuta nell'abbandono totale e senza pregiudizi imposti: è un fatto emozionale che permette di cogliere l'essenza stessa dell'esperienza e viverne il piacere o il dispiacere in tutte le sue forme, è l'istinto che prevale su qualsiasi ordine etico/morale con il consenso della ragione: è la conquista della libertà di pensiero!
* * * * *
In solitudine l'uomo sguinzaglia il se stesso più alto, cosicchè la volontà consolida ciò che l'intelletto auspica. Una solida propensione alla vita fa si che, ogni tipo di esperienza venga accettata per il semplice fatto che questa vive ed è reale (non giusta o sbagliata, ma autentica e irripetibile). Nulla arricchisce di più un uomo quanto un'esperienza vissuta nell'abbandono totale e senza pregiudizi imposti: è un fatto emozionale che permette di cogliere l'essenza stessa dell'esperienza e viverne il piacere o il dispiacere in tutte le sue forme, è l'istinto che prevale su qualsiasi ordine etico/morale con il consenso della ragione: è la conquista della libertà di pensiero!
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Etichette:
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pensiero,
scrittura
10.5.10
Pensieri
Nulla mi spaventa di più degli uomini con buone intenzioni che vogliono farmi del bene.
Chi predica il bene è a sua volta un eretico.
False uguaglianze morali non creano il giusto, bensì rendono il mondo di vetro.
Ciò che mi invade e stupisce dei giudizi degli altri nei miei confronti, è l'inelegante semplicità con cui vengono formulati.
A volte ci accorgiamo di essere per alcune persone ciò che loro non saranno mai per noi, è il gioco delle parti.
La volontà è il motore dello spirito.
La volontà non è soggetta ad alcuna forma di contenimento. Qualsiasi tipo di circostanza, può relativamente influenzare le azioni, mai la volontà.
L'unica cosa che può farci cambiare idea al termine di un pensiero è la vanità.
Di solito gli uomini danno più importanza alle emozioni più longeve. Ma non sempre i fiori più belli sono quelli che vivono più a lungo.
Non sono le esperienze che arricchiscono le persone, bensì la capacità di farle.
Negli uomini il distacco è sinonimo di forza.
Non siamo altro che vanità, trainata da forza e volontà.
Nelle persone viziate e viziose notiamo un certo richiamo. è l'anacronismo del fascino.
Resistere a una tentazione vuol dire non avere il pieno controllo su di essa.
L'amore è accettare un compromesso che ci dipinge le giornate.
In un rapporto di coppia le rassicurazioni sono l'esposizione mascherata del loro opposto.
Se la vera fedeltà esiste, vive laddove non si intrecciano vanità e cinismo.
Molte relazioni durano perchè i corpi sono più legati della mente.
La buona riuscita di un rapporto di coppia sta nella capacità gestionale di dare e ricevere.
Possesso non è amore, si ama ciò che non si riesce mai a possedere.
Negli uomini il senso di giustizia è strettamente legato alla vergogna. Chi non prova vergogna per il reato commesso, non si sente un malfattore.
Gli uomini non devono sempre rispettare le leggi.
l'uguaglianza e la libertà sono concetti relativi che non accompagnano la vita di un uomo. L'unica libertà reale è la libertà di pensiero.
è più ricco l'uomo che possiede due oggetti e riesce a farne a meno, di colui che ne possiede cento, ma che deve usarli per forza.
Nulla viene a caso, perchè è il caso che ce lo dona.
Gli uomini si attraggono per quello che sono e non per quello che vorrebbero apparire.
L'amicizia è fine a se stessa, mentre l'odio chiama amore e viceversa.
L'invidia è dispersiva. L'invidioso sente prima gli altri, poi se stesso.
Preferisco ancora una volta essere messo alla prova che essere elogiato. Spesso l'elogio contiene più meschinità della sfida.
Gli uomini che hanno davvero del valore, sono quelli che offrono all'oggio alla vostra anima!
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Chi predica il bene è a sua volta un eretico.
False uguaglianze morali non creano il giusto, bensì rendono il mondo di vetro.
Ciò che mi invade e stupisce dei giudizi degli altri nei miei confronti, è l'inelegante semplicità con cui vengono formulati.
A volte ci accorgiamo di essere per alcune persone ciò che loro non saranno mai per noi, è il gioco delle parti.
La volontà è il motore dello spirito.
La volontà non è soggetta ad alcuna forma di contenimento. Qualsiasi tipo di circostanza, può relativamente influenzare le azioni, mai la volontà.
L'unica cosa che può farci cambiare idea al termine di un pensiero è la vanità.
Di solito gli uomini danno più importanza alle emozioni più longeve. Ma non sempre i fiori più belli sono quelli che vivono più a lungo.
Non sono le esperienze che arricchiscono le persone, bensì la capacità di farle.
Negli uomini il distacco è sinonimo di forza.
Non siamo altro che vanità, trainata da forza e volontà.
Nelle persone viziate e viziose notiamo un certo richiamo. è l'anacronismo del fascino.
Resistere a una tentazione vuol dire non avere il pieno controllo su di essa.
L'amore è accettare un compromesso che ci dipinge le giornate.
In un rapporto di coppia le rassicurazioni sono l'esposizione mascherata del loro opposto.
Se la vera fedeltà esiste, vive laddove non si intrecciano vanità e cinismo.
Molte relazioni durano perchè i corpi sono più legati della mente.
La buona riuscita di un rapporto di coppia sta nella capacità gestionale di dare e ricevere.
Possesso non è amore, si ama ciò che non si riesce mai a possedere.
Negli uomini il senso di giustizia è strettamente legato alla vergogna. Chi non prova vergogna per il reato commesso, non si sente un malfattore.
Gli uomini non devono sempre rispettare le leggi.
l'uguaglianza e la libertà sono concetti relativi che non accompagnano la vita di un uomo. L'unica libertà reale è la libertà di pensiero.
è più ricco l'uomo che possiede due oggetti e riesce a farne a meno, di colui che ne possiede cento, ma che deve usarli per forza.
Nulla viene a caso, perchè è il caso che ce lo dona.
Gli uomini si attraggono per quello che sono e non per quello che vorrebbero apparire.
L'amicizia è fine a se stessa, mentre l'odio chiama amore e viceversa.
L'invidia è dispersiva. L'invidioso sente prima gli altri, poi se stesso.
Preferisco ancora una volta essere messo alla prova che essere elogiato. Spesso l'elogio contiene più meschinità della sfida.
Gli uomini che hanno davvero del valore, sono quelli che offrono all'oggio alla vostra anima!
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3.3.10
Generosità
SULLA GENEROSITà, L'ALTRUISMO E LA CAPACITà DI DONARE
Sbaglia chi pensa che donare sia facile. Brillanti, gioielli e vestiti di marca, non sono doni, ma scuse per doni. Bisogna essere ugualmente bravi nel ricevere come nel donare, perchè diventiamo bravi donatori, solo dopo che abbiamo imparato a ricevere.
Io sono dispiaciuto quando ricevo un dono da qualcuno che non conosce il mio spirito, o ciò che penso di questo o quello. Potrei riceve in dono una villa enorme o una macchina lussuosa, eppure rimarrebbe in me un senso di smarrimento e amarezza, sicchè l'atto non si regge su nulla. I veri doni si riconoscono perchè accompagnati da una parte di noi stessi. Quando mi regalano vestiti alla moda o oggetti preziosi che mostrano il talento di qualche stilista o designer, mi sento offeso, in debito e attaccato alle spalle. Ricevere questo tipo di regali è una cambiale, sembra quasi che mi debba sdebitare il più presto possibile, ma io non voglio ricevere freddo e formalità, queste sono cortesie da uomini con proprietà fittizie e morali finte borghesi. Io voglio ricevere in dono una parte del mio donatore, e voglio che ci sia un canale di unione tra lui e il dono che mi appresto a prendere, solo così mi sentirei realmente appagato e felice di aver ricevuto qualcosa in regalo.
Se il mio amico contadino, mi regalasse degli ortaggi colti da lui e me li portasse dentro una cesta riempita accuratamente, mi scoprirei la persona più felice al mondo, perchè oltre al dono in sè, avvertirei tutta la sua operosità e generosità. Se il mio amico pittore, dipingesse per me anche solo un petalo di rosa che cade nella sua semplicità, mi sentirei al settimo cielo nel vedere l'espressione della sua arte nei miei confronti. I doni autentici sono quelli più naturali, in cui il ricevente si scopre a gioire, sia per il regalo che per il donatore.
Quando sono io dall'altra parte della barca e mi immedesimo donatore e portatore di generosità, mi scopro fin troppo attento. Io sono un tipo che fa pochi regali, che non ricorda le date o le occasioni ricorrenti, ma mi ritengo abbastanza generoso nel procedere delle giornate. Mi piace osservare e scoprire persone verso cui la mia generosità, seppur espressa con semplicità e piccole cose, non avrà limiti. Mi piace aiutare e donare a chi se lo merita, e mi piace che questa persona goda del mio aiuto. Mi scopro attento nel senso che, al momento del dono ho chiaramente presente il valore che a mio avviso possiede una persona, di conseguenza, con alcuni mi limiterò ad offrire, con altri insisterò perchè accettino il mio regalo, con altri farò credito, con altri ancora mi sdebiterò nel giro di qualche giorno. Chi avrà affinità con il mio spirito sarà certamente in prima fila nel ricevere la mia generosità. Chi invece ritengo lontano da me, non riceverà nulla nonostante sia mille volte più bisognoso. Preferirei donare un libro di poesie a un giovane ragazzo che sappia cogliere il senso del mio dono, piuttosto che donare dei soldi a un senza tetto che non combinerà nulla di buono nonostante si sia riempito lo stomaco.
Difficilmente gli uomini attenti saranno frettolosi e sprecheranno i loro doni e la loro generosità, magari sprecheranno le loro ricchezze, ma non le energie verso chi non le merita. Non negheranno a nessuno, per quanto sia in loro potere, di vivere in modo dignitoso, ma con la consapevolezza che c'è ben altro nella vita, di un piatto di pasta e della carità. La generosità appaga la necessità, ma il dono procede sempre sulla stada delle affinità, cosicchè la necessità soddisfa i bisogni primari e le affinità elevano ed esalatano lo spirito. I doni non vengono mai a caso, perchè è il caso che ce li dona.
Sbaglia chi pensa che donare sia facile. Brillanti, gioielli e vestiti di marca, non sono doni, ma scuse per doni. Bisogna essere ugualmente bravi nel ricevere come nel donare, perchè diventiamo bravi donatori, solo dopo che abbiamo imparato a ricevere.
Io sono dispiaciuto quando ricevo un dono da qualcuno che non conosce il mio spirito, o ciò che penso di questo o quello. Potrei riceve in dono una villa enorme o una macchina lussuosa, eppure rimarrebbe in me un senso di smarrimento e amarezza, sicchè l'atto non si regge su nulla. I veri doni si riconoscono perchè accompagnati da una parte di noi stessi. Quando mi regalano vestiti alla moda o oggetti preziosi che mostrano il talento di qualche stilista o designer, mi sento offeso, in debito e attaccato alle spalle. Ricevere questo tipo di regali è una cambiale, sembra quasi che mi debba sdebitare il più presto possibile, ma io non voglio ricevere freddo e formalità, queste sono cortesie da uomini con proprietà fittizie e morali finte borghesi. Io voglio ricevere in dono una parte del mio donatore, e voglio che ci sia un canale di unione tra lui e il dono che mi appresto a prendere, solo così mi sentirei realmente appagato e felice di aver ricevuto qualcosa in regalo.
Se il mio amico contadino, mi regalasse degli ortaggi colti da lui e me li portasse dentro una cesta riempita accuratamente, mi scoprirei la persona più felice al mondo, perchè oltre al dono in sè, avvertirei tutta la sua operosità e generosità. Se il mio amico pittore, dipingesse per me anche solo un petalo di rosa che cade nella sua semplicità, mi sentirei al settimo cielo nel vedere l'espressione della sua arte nei miei confronti. I doni autentici sono quelli più naturali, in cui il ricevente si scopre a gioire, sia per il regalo che per il donatore.
Quando sono io dall'altra parte della barca e mi immedesimo donatore e portatore di generosità, mi scopro fin troppo attento. Io sono un tipo che fa pochi regali, che non ricorda le date o le occasioni ricorrenti, ma mi ritengo abbastanza generoso nel procedere delle giornate. Mi piace osservare e scoprire persone verso cui la mia generosità, seppur espressa con semplicità e piccole cose, non avrà limiti. Mi piace aiutare e donare a chi se lo merita, e mi piace che questa persona goda del mio aiuto. Mi scopro attento nel senso che, al momento del dono ho chiaramente presente il valore che a mio avviso possiede una persona, di conseguenza, con alcuni mi limiterò ad offrire, con altri insisterò perchè accettino il mio regalo, con altri farò credito, con altri ancora mi sdebiterò nel giro di qualche giorno. Chi avrà affinità con il mio spirito sarà certamente in prima fila nel ricevere la mia generosità. Chi invece ritengo lontano da me, non riceverà nulla nonostante sia mille volte più bisognoso. Preferirei donare un libro di poesie a un giovane ragazzo che sappia cogliere il senso del mio dono, piuttosto che donare dei soldi a un senza tetto che non combinerà nulla di buono nonostante si sia riempito lo stomaco.
Difficilmente gli uomini attenti saranno frettolosi e sprecheranno i loro doni e la loro generosità, magari sprecheranno le loro ricchezze, ma non le energie verso chi non le merita. Non negheranno a nessuno, per quanto sia in loro potere, di vivere in modo dignitoso, ma con la consapevolezza che c'è ben altro nella vita, di un piatto di pasta e della carità. La generosità appaga la necessità, ma il dono procede sempre sulla stada delle affinità, cosicchè la necessità soddisfa i bisogni primari e le affinità elevano ed esalatano lo spirito. I doni non vengono mai a caso, perchè è il caso che ce li dona.
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