Un piccolo intervallo per elogiare uno dei migliori uomini del tardo rinascimento, e forse il più completo artista italiano che la natura ci abbia mai donato.
Conosciuto a livello mondiale, Michelangelo dipinse e scolpì per tutta la vita, inseguendo fin da subito l'idea dell'eliminazione del superfluo, la ricerca ossessiva per la massima espressione della bellezza. Ma scrisse anche una grande quantità di poesie, permeate del suo carattere irruento e del dinamico pensare.
Frammenti:
Vivo della mia morte e, se ben
guardo,
felice vivo d'infelice sorte;
e chi viver non sa d'angosci e
morte,
nel foco venga, ov'io mi struggo e
ardo.
* * * * *
Come fiamma più cresce più
contesa,
dal vento, ogni virtù che 'l cielo
esalta
tanto più splende quant'è più
offesa.
* * * * *
Solo io ardendo all'ombra mi
rimango,
quand'el sol de' suo razzi el mondo
spoglia:
ogni altro per piacere, e io per
doglia
prostrato in terra, mi lamento e
piango.
* * * * *
S'i vivo più di chi più m'arde e
cuoce,
quante più legne o vento il foco
accende,
tanto più chi m'uccide mi difende,
e più mi giova dove più mi nuoce.
* * * * *
I'piango, i'ardo,i' mi consumo, e'l
core,
di questo si nutrisce,. O dolce sorte!
chi è che viva sol della sua morte,
come fo io d'affanni e di dolore?
Ahi! crudele arcier, tu sai ben l'ore
da far tranquille l'angosciose e corte
miserie no.
* * * * *
Io dico a voi c'al mondo avete dato
l'anima e'l corpo e lo spirito
'nsieme:
in questa cassa oscura è 'l vostro
lato.
(Michelangelo Buonarroti 1475 - 1564)
* * * * *
Chi pensa sia necessario filosofare, deve filosofare e chi pensa che non si debba filosofare, deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l'addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui.
1.10.09
23.9.09
Dell'anima e le sue passioni
L'ANIMA RIVERSA SE STESSA SUL FALSO QUANDO IL VERO VIENE A MANCARE
Secondo gli stoici la pietà è una passione viziosa: essi incoraggiano a soccorrere i deboli e gli afflitti, ma mettono in guardia dal provare i loro medesimi sentimenti, dal soffrire con loro. Molti sostengono che provare compassione sia segno di debolezza o mollezza, per questo vi sono maggiormente soggetti donne e bambini, ma allontanare lacrime e singhiozzi e sbalordire dinnanzi il manifestarsi delle più alte virtù, è segno di animi forti e valorosi.
Per natura o per circostanza io cedo molto più facilmente alla compassione che alla stima o ammirazione. Ricordo che in tutti gli anni vissuti tra i banchi di scuola, nonostante passassi buona parte del tempo con i ragazzi più vivaci della classe, i legami più forti e duraturi gli ho stretti con i ragazzi più solitari e indifesi. Ho sempre detestato le aggressioni ingiustificate, le intolleranze e le prepotenze giovanili, come condanno tutt'ora le ingiustizie e le inutili crudeltà. Per mia fortuna (o sfortuna) non sono mai riuscito a non sciogliere il cuore.
Con il passare degli anni ho avuto modo di vivere nuove realtà e nuovi stimoli.
Ho imparato cos'è la coerenza con se stessi, ovvero accettare ogni tipo di cambiamento per il semplice fatto che questo vive come risultato di una crescita interiore che piaccia agli altri oppure no. Ho imparato ad essere principe e contadino, e se prima pensavo che al principe non importasse nulla del contadino, ora so che anche al contadino non importa nulla del principe. Ho anche imparato a vivere con la voglia di vivere, come i bambini, così lontani dal mondo. Perchè è questo il piacere della vita: conoscere e coltivare il cuore e la mente.
Quando ci troviamo di fronte a delle mancanze, l'anima riversa se stessa su false passioni, dando così origine a ciò che io chiamo le "epilessie dello spirito", ovvvero il progressivo allontanamento da se stessi, a favore di un qualsivoglia piacere/distrazione. Francois De La Rochefoucauld, principe di Marcillac, disse che "le passioni che accecano gli uni, illuminano gli altri", questo avviene quando è la passione a dirigere un uomo e non viceversa.
L'anima molto spesso ha bisogno di una presa che la stimoli ad agire e ognuno è la presa di se stesso. Plutarco dice a proposito di coloro che si affezionano ai cagnolini, che la parte amorosa che è in noi, in mancanza di un oggetto veritiero e legittimo, piuttosto che rimanere inoperosa, se ne fabbrica uno falso, più leggero. Questo mi pare accada in quasi tutte le passioni: l'anima inganna se stessa costruendosi oggetti falsi e fantastici, magari anche contro la propria convinzione, piuttosto che non agire e rimanere immobile.
Da qui la crescita smisurata di aggeggi, utensili e strumenti.
La cura migliore è agire su se stessi, riscoprire il piacere di oziare e far fluttuare la mente senza aver bisogno di oggetti o persone per combattere la noia.
Riscoprire la bellezza delle virtù e ascoltare i loro messaggeri combatte l'inerzia dello spirito. Goethe amava ripetere che, "si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole" e che, "dobbiamo dunque pensare all'individuo come a un piccolo mondo che esiste in sé, con mezzi propri. Ogni creatura ha una propria ragion d'essere. Tutte le sue parti hanno un effetto e un rapporto diretto l'una con l'altra, rinnovando così il flusso continuo della vita".
Dobbiamo soffermarci molto più tempo a pensare a noi stessi, capire e decifrare le emozioni che proviamo e conservarle come le nostre più grandi ricchezze, perchè se aiutare gli uomini e provare compassione è troppo umano, il provar piacere al cospetto delle virtù è quasi divino.
Il manifestarsi della grandezza, infonde una certa volatilità ed ebrezza in tutta la natura. L'emozione che suscita l'elevazione umana verso le più alte virtù non è eguagliabile in alcun modo, è l'unica spinta in grado di imprimere un reale significato alla vita.
Proviamo stima per i grandi uomini perchè sono rappresentativi. Questi ci fanno cogliere non la loro ricchezza, ma la ricchezza comune! Ogni cosa ha il suo tempo e ogni condizione è un effetto della qualità della vita. L'anima modella il corpo, come insegna il saggio Spencer:
Così ogni spirito, se è il più puro,
e ha in sè la luce più celestiale,
il corpo più bello si procura,
e il meglio adorno, in cui abitare,
con lieta grazia e amabile figura.
Chè dell'anima il corpo prende forma,
perchè l'anima è forma e plasma il corpo.
* * * * *
Secondo gli stoici la pietà è una passione viziosa: essi incoraggiano a soccorrere i deboli e gli afflitti, ma mettono in guardia dal provare i loro medesimi sentimenti, dal soffrire con loro. Molti sostengono che provare compassione sia segno di debolezza o mollezza, per questo vi sono maggiormente soggetti donne e bambini, ma allontanare lacrime e singhiozzi e sbalordire dinnanzi il manifestarsi delle più alte virtù, è segno di animi forti e valorosi.
Per natura o per circostanza io cedo molto più facilmente alla compassione che alla stima o ammirazione. Ricordo che in tutti gli anni vissuti tra i banchi di scuola, nonostante passassi buona parte del tempo con i ragazzi più vivaci della classe, i legami più forti e duraturi gli ho stretti con i ragazzi più solitari e indifesi. Ho sempre detestato le aggressioni ingiustificate, le intolleranze e le prepotenze giovanili, come condanno tutt'ora le ingiustizie e le inutili crudeltà. Per mia fortuna (o sfortuna) non sono mai riuscito a non sciogliere il cuore.
Con il passare degli anni ho avuto modo di vivere nuove realtà e nuovi stimoli.
Ho imparato cos'è la coerenza con se stessi, ovvero accettare ogni tipo di cambiamento per il semplice fatto che questo vive come risultato di una crescita interiore che piaccia agli altri oppure no. Ho imparato ad essere principe e contadino, e se prima pensavo che al principe non importasse nulla del contadino, ora so che anche al contadino non importa nulla del principe. Ho anche imparato a vivere con la voglia di vivere, come i bambini, così lontani dal mondo. Perchè è questo il piacere della vita: conoscere e coltivare il cuore e la mente.
Quando ci troviamo di fronte a delle mancanze, l'anima riversa se stessa su false passioni, dando così origine a ciò che io chiamo le "epilessie dello spirito", ovvvero il progressivo allontanamento da se stessi, a favore di un qualsivoglia piacere/distrazione. Francois De La Rochefoucauld, principe di Marcillac, disse che "le passioni che accecano gli uni, illuminano gli altri", questo avviene quando è la passione a dirigere un uomo e non viceversa.
L'anima molto spesso ha bisogno di una presa che la stimoli ad agire e ognuno è la presa di se stesso. Plutarco dice a proposito di coloro che si affezionano ai cagnolini, che la parte amorosa che è in noi, in mancanza di un oggetto veritiero e legittimo, piuttosto che rimanere inoperosa, se ne fabbrica uno falso, più leggero. Questo mi pare accada in quasi tutte le passioni: l'anima inganna se stessa costruendosi oggetti falsi e fantastici, magari anche contro la propria convinzione, piuttosto che non agire e rimanere immobile.
Da qui la crescita smisurata di aggeggi, utensili e strumenti.
La cura migliore è agire su se stessi, riscoprire il piacere di oziare e far fluttuare la mente senza aver bisogno di oggetti o persone per combattere la noia.
Riscoprire la bellezza delle virtù e ascoltare i loro messaggeri combatte l'inerzia dello spirito. Goethe amava ripetere che, "si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole" e che, "dobbiamo dunque pensare all'individuo come a un piccolo mondo che esiste in sé, con mezzi propri. Ogni creatura ha una propria ragion d'essere. Tutte le sue parti hanno un effetto e un rapporto diretto l'una con l'altra, rinnovando così il flusso continuo della vita".
Dobbiamo soffermarci molto più tempo a pensare a noi stessi, capire e decifrare le emozioni che proviamo e conservarle come le nostre più grandi ricchezze, perchè se aiutare gli uomini e provare compassione è troppo umano, il provar piacere al cospetto delle virtù è quasi divino.
Il manifestarsi della grandezza, infonde una certa volatilità ed ebrezza in tutta la natura. L'emozione che suscita l'elevazione umana verso le più alte virtù non è eguagliabile in alcun modo, è l'unica spinta in grado di imprimere un reale significato alla vita.
Proviamo stima per i grandi uomini perchè sono rappresentativi. Questi ci fanno cogliere non la loro ricchezza, ma la ricchezza comune! Ogni cosa ha il suo tempo e ogni condizione è un effetto della qualità della vita. L'anima modella il corpo, come insegna il saggio Spencer:
Così ogni spirito, se è il più puro,
e ha in sè la luce più celestiale,
il corpo più bello si procura,
e il meglio adorno, in cui abitare,
con lieta grazia e amabile figura.
Chè dell'anima il corpo prende forma,
perchè l'anima è forma e plasma il corpo.
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11.9.09
Successo
SUCCESSO E SFUMATURE DI MERITO
Ogni uomo desidera da sempre raggiungere il successo. Del resto è comprensibile: il successo è il riconoscimento dei propri meriti e sopratutto la conquista di stima e rispetto del proprio popolo.
Questo rafforza l'autostima, offre mille altre opportunità e rigenera la comunità circostante.
- è un toccasana! -
Ma il successo moderno sembra non coincidere più con l'idea di successo che si aveva anche solo nel secolo scorso. Il signor G, in uno dei suoi ultimi spettacoli disse che "uno ha successo solo se è popolare", ed è questo il dramma del successo moderno, il fatto di dipendere totalmente dalla popolarità. Questo fatto fa si che i meriti e le virtù vengano accantonati per dare spazio all'intrattenimento.
In questi nostri tempi, mi sembra che non sia richiesto del talento per arrivare al successo, la stravaganza dei flussi sociali regala meriti a chi più si azzuffa nella mischia.
All'uomo moderno non sono necessarie ottime qualità per esaltare la sua persona, non ha più bisogno di farsi conoscere per le sue doti, egli preferisce incamminarsi lungo il sentiero più breve: acquista conoscenze che si nutrono di favori e compiacimenti, si ritiene abile senza aver mai studiato e rivendica la sua potenza facendo notare una posizione acquisita per mezzo di brogli, concussioni e corruzioni. Questo crede così di avere ottenuto il successo, ma ha ottenuto qualcos'altro: un trampolino di lancio verso il suicidio.
Questo tipo d'uomo andrebbe condannato per deturpazione dell'umanità e viltà.
Tutti questi "uomini di successo" sono gli stessi usurpatori che montano reclam pubblicitarie e manipolano l'opinione pubblica esaltando mediocrità e bassezza, a danno del vero talento e delle vere virtù. Viviamo su realtà totalmente differenti, è proprio una questione di superfici diverse.
Il vero successo è lontano dai rumori della folla e dalle leggi economiche. Questo lo si riscopre nel privato, con nostra enorme sorpresa! Il successo lavorativo è una soffiata di vento che stuzzica ma non accresce il potenziale emotivo che un uomo può raggiungere. C'è una vita esteriore, che ci educa a scuola, ci permette di avere un lavoro, di rapportarci con gli altri e di avere buoni amici.
Ma la vita interiore siede nel privato, nel salotto di casa nostra, e non da valore alcuno a questi fatti; non si cura di leggi economiche, nè di lavori che ci prestiamo a fare. Questa ama verità e giustizia. Scruta ovunque bellezza e giace immobile al sole. Osserva e vive.
L'ho già detto, un uomo ha successo solo in quanto ci rende più felice la vita!
Il vero talento vive nel silenzio perchè la vera arte è antipopolare. Ed è per questo che la nozione del successo moderno si contrappone totalmente al concetto del successo puro e genuino.
L'Uno si riscopre nelle masse, l'altro nel silenzio. L'uno crede nell'opinione pubblica, l'altro in quella privata. L'uno impone un modello, l'altro apre la mente al mondo. L'uno è faccendiero, l'altro da fiducia all'amore.
Mi sembra di capire che è il buon lettore a rendere il libro ancora migliore. é lui che scopre tra i versi qualcosa di nascosto che sembra rivolto proprio alle sue orecchie. Del resto il successo è eterno se accompagnato dal merito.
* * * * *
P.S. Che mondo sarebbe senza Mone?!
Ogni uomo desidera da sempre raggiungere il successo. Del resto è comprensibile: il successo è il riconoscimento dei propri meriti e sopratutto la conquista di stima e rispetto del proprio popolo.
Questo rafforza l'autostima, offre mille altre opportunità e rigenera la comunità circostante.
- è un toccasana! -
Ma il successo moderno sembra non coincidere più con l'idea di successo che si aveva anche solo nel secolo scorso. Il signor G, in uno dei suoi ultimi spettacoli disse che "uno ha successo solo se è popolare", ed è questo il dramma del successo moderno, il fatto di dipendere totalmente dalla popolarità. Questo fatto fa si che i meriti e le virtù vengano accantonati per dare spazio all'intrattenimento.
In questi nostri tempi, mi sembra che non sia richiesto del talento per arrivare al successo, la stravaganza dei flussi sociali regala meriti a chi più si azzuffa nella mischia.
All'uomo moderno non sono necessarie ottime qualità per esaltare la sua persona, non ha più bisogno di farsi conoscere per le sue doti, egli preferisce incamminarsi lungo il sentiero più breve: acquista conoscenze che si nutrono di favori e compiacimenti, si ritiene abile senza aver mai studiato e rivendica la sua potenza facendo notare una posizione acquisita per mezzo di brogli, concussioni e corruzioni. Questo crede così di avere ottenuto il successo, ma ha ottenuto qualcos'altro: un trampolino di lancio verso il suicidio.
Questo tipo d'uomo andrebbe condannato per deturpazione dell'umanità e viltà.
Tutti questi "uomini di successo" sono gli stessi usurpatori che montano reclam pubblicitarie e manipolano l'opinione pubblica esaltando mediocrità e bassezza, a danno del vero talento e delle vere virtù. Viviamo su realtà totalmente differenti, è proprio una questione di superfici diverse.
Il vero successo è lontano dai rumori della folla e dalle leggi economiche. Questo lo si riscopre nel privato, con nostra enorme sorpresa! Il successo lavorativo è una soffiata di vento che stuzzica ma non accresce il potenziale emotivo che un uomo può raggiungere. C'è una vita esteriore, che ci educa a scuola, ci permette di avere un lavoro, di rapportarci con gli altri e di avere buoni amici.
Ma la vita interiore siede nel privato, nel salotto di casa nostra, e non da valore alcuno a questi fatti; non si cura di leggi economiche, nè di lavori che ci prestiamo a fare. Questa ama verità e giustizia. Scruta ovunque bellezza e giace immobile al sole. Osserva e vive.
L'ho già detto, un uomo ha successo solo in quanto ci rende più felice la vita!
Il vero talento vive nel silenzio perchè la vera arte è antipopolare. Ed è per questo che la nozione del successo moderno si contrappone totalmente al concetto del successo puro e genuino.
L'Uno si riscopre nelle masse, l'altro nel silenzio. L'uno crede nell'opinione pubblica, l'altro in quella privata. L'uno impone un modello, l'altro apre la mente al mondo. L'uno è faccendiero, l'altro da fiducia all'amore.
Mi sembra di capire che è il buon lettore a rendere il libro ancora migliore. é lui che scopre tra i versi qualcosa di nascosto che sembra rivolto proprio alle sue orecchie. Del resto il successo è eterno se accompagnato dal merito.
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P.S. Che mondo sarebbe senza Mone?!
4.8.09
aforismi...e pensieri (parte 2)
La noia mi allunga la vista.
Il problema del femminismo è se stesso. Nella necessità di avere un movimento è inclusa la percezione della propria debolezza. Ma se una donna si sente inferiore ad un uomo, lo è solo in quanto ne dà il consenso. Da qui l'inutilità della continua difesa in favore delle donne.
Molto spesso gli uomini che vengono lasciati da una donna, soffrono non tanto per il fatto di essere stati abbandonati, tanto più per il mancato "senso del possesso".
L'alba dentro l'imbrunire? c'è forse alba migliore per un uomo?
Le donne attente riconoscono subito gli uomini a loro affini. Da qui la percezione sulla pelle della stessa espressione spirituale, la sola in grado di accrescere una coppia. Il senso del ragno.
Gli uomini che basano la loro reputazione (importanza?) sociale sulla posizione acquisita sul luogo di lavoro, si caricano di una vanità insensata e di un diverso modo di porsi nei confronti di chi ha incarichi meno impegnativi, come se un albero si sentisse superiore a una margherita o a una spiga di grano.
Talvolta il mediatore rovina un'epoca intera, ecco perchè in natura non esistono mediatori.
Le donne, più danno a vedere di essere dure e decise, più hanno bisogno di un uomo sensibile al loro fianco. La legge dell'equilibrio.
Gli uomini che hanno dimenticato il piacere della semplicità lo riscoprono in parte rapportandosi con il proprio cane. Questo, con le sue gesta lineari, fa si che il gusto del candido ritorni a quote più elevate. Il modo di porsi e la capacità di vivere a pieno il presente, (senza rimorsi e paure) fa si che ogni momento della giornata sia goduto fino in fondo. Da qui il segreto della felicità.
L'uguaglianza che esiste in natura è d'apparenza. Io sono uguale a tutti in quanto essere umano, ma diverso, unico e irripetibile poichè sono un uomo.
Gli uomini dedicano il loro tempo a ciò che più credono produttivo. Costruiscono, comprano, investono, ma nulla è più produttivo dello stare immobili.
Si pensa che una donna seduce un uomo nella misura in cui questo gli permette di essere sedotto. Ma nel gioco della seduzione la donna è regina, l'uomo è cocchiere.
Ogni pianta ha bisogno di acqua per vivere, ma se questa abbonda morirà.
I soldi non fanno la felicità e la felicità non fa soldi.
L'uomo migliore non è quello che ci aiuta e che prende i meriti, ma quello che non aiutandoci, ci indica la strada per non commettere più errori.
Le donne che ammiro, non hanno sandali d'argento.
* * * * *
Il problema del femminismo è se stesso. Nella necessità di avere un movimento è inclusa la percezione della propria debolezza. Ma se una donna si sente inferiore ad un uomo, lo è solo in quanto ne dà il consenso. Da qui l'inutilità della continua difesa in favore delle donne.
Molto spesso gli uomini che vengono lasciati da una donna, soffrono non tanto per il fatto di essere stati abbandonati, tanto più per il mancato "senso del possesso".
L'alba dentro l'imbrunire? c'è forse alba migliore per un uomo?
Le donne attente riconoscono subito gli uomini a loro affini. Da qui la percezione sulla pelle della stessa espressione spirituale, la sola in grado di accrescere una coppia. Il senso del ragno.
Gli uomini che basano la loro reputazione (importanza?) sociale sulla posizione acquisita sul luogo di lavoro, si caricano di una vanità insensata e di un diverso modo di porsi nei confronti di chi ha incarichi meno impegnativi, come se un albero si sentisse superiore a una margherita o a una spiga di grano.
Talvolta il mediatore rovina un'epoca intera, ecco perchè in natura non esistono mediatori.
Le donne, più danno a vedere di essere dure e decise, più hanno bisogno di un uomo sensibile al loro fianco. La legge dell'equilibrio.
Gli uomini che hanno dimenticato il piacere della semplicità lo riscoprono in parte rapportandosi con il proprio cane. Questo, con le sue gesta lineari, fa si che il gusto del candido ritorni a quote più elevate. Il modo di porsi e la capacità di vivere a pieno il presente, (senza rimorsi e paure) fa si che ogni momento della giornata sia goduto fino in fondo. Da qui il segreto della felicità.
L'uguaglianza che esiste in natura è d'apparenza. Io sono uguale a tutti in quanto essere umano, ma diverso, unico e irripetibile poichè sono un uomo.
Gli uomini dedicano il loro tempo a ciò che più credono produttivo. Costruiscono, comprano, investono, ma nulla è più produttivo dello stare immobili.
Si pensa che una donna seduce un uomo nella misura in cui questo gli permette di essere sedotto. Ma nel gioco della seduzione la donna è regina, l'uomo è cocchiere.
Ogni pianta ha bisogno di acqua per vivere, ma se questa abbonda morirà.
I soldi non fanno la felicità e la felicità non fa soldi.
L'uomo migliore non è quello che ci aiuta e che prende i meriti, ma quello che non aiutandoci, ci indica la strada per non commettere più errori.
Le donne che ammiro, non hanno sandali d'argento.
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14.7.09
Aforismi... e pensieri
Parto qualche giorno, voglio dimenticarmi di me, ma senza conquistare leggerezza.
La solitudine è lo specchio dell'uomo.
Il rumore è movimento, il silenzio è essenzialità.
Alcuni uomini sono così assetati di libertà che si sentono offesi a non poter mettere piede nelle aree recintate.
Molti uomini ricordano i magneti, quando si riuniscono si annullano a vicenda.
Un uomo solo può governare un'intera nazione, ma quando si guarderà allo specchio, scruterà le nostre medesime rughe.
Gli uomini sono come gli alberi. Date fiducia ad un albero e lasciatelo crescere senza ostacoli, lasciate estendere i suoi rami in modo da produrre le foglie, i fiori e i frutti migliori della sua specie. Questo non si sentirà limitato per il fatto che è solo un albero, tutt'altro! si sentirà libero perchè in ogni sua manifestazione ritrova e realizza se stesso, per il fatto che esprime tutto ciò che richiede la sua natura. Ma fate in modo che questo non abbia nutrimento, legate i suoi rami e privatelo del suo spazio con altri arbusti, egli si sentirà impedito e malaticcio, perchè gli impulsi vitali che si trovano nella sua natura non saranno appagati. Questo produrrà comunque i suoi frutti ma non quelli che richiedeva la sua natura originaria. Così gli uomini: ogni giorno si annullano con mille divieti, senza trovare una reale complicità di libertà.
Ci sono vari tipi di ignoranza, ma quella che da fastidio la ritroviamo nei dottori e nei politici, non negli analfabeti.
Il silenzio è la culla del mondo, tutto riconduce alle sue virtù: Dal silenzio nasce la melodia, dal rumore si ritorna al silenzio, per dar vita ad una nuova armonia.
Mi illudo di sapere, sapendo di non sapere nulla, ma è una bella illusione.
Alcuni uomini ricordano i cavalli, per la loro capacità di saltare gli ostacoli. Altri le mucche, che sbattono più volte contro l'ingombro prima di capire che deve essere evitato.
A tarda notte è difficile guardarsi intorno, ma risulta al quanto facile guardarsi di dentro; non perchè fuori ci sia buio, ma perchè l'uomo brilla di una luce particolare nelle prime ore dell'alba.
Il sole riflette i suoi raggi su di me ogni giorno, ed io solo ora me ne accorgo? forse sono semplicemente distratto dalle ombre o è il sole che mi fa distrarre?
Nei momenti di abbandono valgo per l'universo e non per il mondo. Di fatto il mio corpo è niente senza il mio pensiero e il pensiero è niente senza un'ampia ricezione universale.
L'opinione è la concretizzazione interiore dell'idea di un uomo, ma molto spesso di un altro.
La forza della poesia è nella sua sensibilità, è un canto che risuona nelle orecchie di chi ascolta con il cuore.
Il piacere che si prova nel fare una determinata cosa non è intrinseco nell'azione, altrimenti non avrebbe senso il concetto stesso del piacere e di conseguenza del dolore.
L'uomo deve vivere avendo relazioni con i propri simili, acquistando oggetti e rapportandosi con gli animali, ma la sua felicità non deve dipendere da nessuno di questi eventi, bensì solo da se stesso.
Non sono quello di ieri perchè oggi ho i capelli corti, ma forse diventerò quello di domani perchè ora non ho più i capelli lunghi.
Il mondo è un cerchio perfetto.
Il caos, che è all'origine del mondo, è annullato dalla fede religiosa, che attribuisce ogni casualità al disegno divino. è come se un fiore schiacciato da un piede umano, attribuisse la sua morte a Dio, o come se una formica, schiacciata da un cane pensasse che Dio la vuole affianco a sè. Gli uomini alimentano la propria fede sopratutto di fronte a cose che non capiscono; essi tendono a giustificare un evento che non ha bisogno di giustificazioni, perchè è solo una conseguenza di un altro evento.
Ogni senso percepisce, ed è determinante per capire al meglio un qualsiasi istante: è il gioco delle parti. Sviluppare di più un senso rispetto agli altri può si accrescere le modalità di apprendimento di quel senso preciso, ma indebolirà la capacità di apprendimento su larga scala.
L'uomo conta nella galassia, quanto un insetto sulla terra.
La natura ama nascondersi agli occhi dell'uomo, ma è nella natura dell'uomo provare piacere e rincorrere le emozioni che questa gli dona.
Io sono un feto, un bambino, un giovane, un adolescente, un uomo, un padre, uno zio, un anziano, un nonno, un vecchio. Come un frutto è un seme, una radice, un ramo, una foglia, un albero, un fiore. Come una particella d'acqua è liquida, gassosa e poi solida. Come il fuoco, l'aria, la terra, ecc..
Gli aforismi sono frasi prese alla rinfusa che vogliono dire tutto, senza dire niente.
* * * * *
La solitudine è lo specchio dell'uomo.
Il rumore è movimento, il silenzio è essenzialità.
Alcuni uomini sono così assetati di libertà che si sentono offesi a non poter mettere piede nelle aree recintate.
Molti uomini ricordano i magneti, quando si riuniscono si annullano a vicenda.
Un uomo solo può governare un'intera nazione, ma quando si guarderà allo specchio, scruterà le nostre medesime rughe.
Gli uomini sono come gli alberi. Date fiducia ad un albero e lasciatelo crescere senza ostacoli, lasciate estendere i suoi rami in modo da produrre le foglie, i fiori e i frutti migliori della sua specie. Questo non si sentirà limitato per il fatto che è solo un albero, tutt'altro! si sentirà libero perchè in ogni sua manifestazione ritrova e realizza se stesso, per il fatto che esprime tutto ciò che richiede la sua natura. Ma fate in modo che questo non abbia nutrimento, legate i suoi rami e privatelo del suo spazio con altri arbusti, egli si sentirà impedito e malaticcio, perchè gli impulsi vitali che si trovano nella sua natura non saranno appagati. Questo produrrà comunque i suoi frutti ma non quelli che richiedeva la sua natura originaria. Così gli uomini: ogni giorno si annullano con mille divieti, senza trovare una reale complicità di libertà.
Ci sono vari tipi di ignoranza, ma quella che da fastidio la ritroviamo nei dottori e nei politici, non negli analfabeti.
Il silenzio è la culla del mondo, tutto riconduce alle sue virtù: Dal silenzio nasce la melodia, dal rumore si ritorna al silenzio, per dar vita ad una nuova armonia.
Mi illudo di sapere, sapendo di non sapere nulla, ma è una bella illusione.
Alcuni uomini ricordano i cavalli, per la loro capacità di saltare gli ostacoli. Altri le mucche, che sbattono più volte contro l'ingombro prima di capire che deve essere evitato.
A tarda notte è difficile guardarsi intorno, ma risulta al quanto facile guardarsi di dentro; non perchè fuori ci sia buio, ma perchè l'uomo brilla di una luce particolare nelle prime ore dell'alba.
Il sole riflette i suoi raggi su di me ogni giorno, ed io solo ora me ne accorgo? forse sono semplicemente distratto dalle ombre o è il sole che mi fa distrarre?
Nei momenti di abbandono valgo per l'universo e non per il mondo. Di fatto il mio corpo è niente senza il mio pensiero e il pensiero è niente senza un'ampia ricezione universale.
L'opinione è la concretizzazione interiore dell'idea di un uomo, ma molto spesso di un altro.
La forza della poesia è nella sua sensibilità, è un canto che risuona nelle orecchie di chi ascolta con il cuore.
Il piacere che si prova nel fare una determinata cosa non è intrinseco nell'azione, altrimenti non avrebbe senso il concetto stesso del piacere e di conseguenza del dolore.
L'uomo deve vivere avendo relazioni con i propri simili, acquistando oggetti e rapportandosi con gli animali, ma la sua felicità non deve dipendere da nessuno di questi eventi, bensì solo da se stesso.
Non sono quello di ieri perchè oggi ho i capelli corti, ma forse diventerò quello di domani perchè ora non ho più i capelli lunghi.
Il mondo è un cerchio perfetto.
Il caos, che è all'origine del mondo, è annullato dalla fede religiosa, che attribuisce ogni casualità al disegno divino. è come se un fiore schiacciato da un piede umano, attribuisse la sua morte a Dio, o come se una formica, schiacciata da un cane pensasse che Dio la vuole affianco a sè. Gli uomini alimentano la propria fede sopratutto di fronte a cose che non capiscono; essi tendono a giustificare un evento che non ha bisogno di giustificazioni, perchè è solo una conseguenza di un altro evento.
Ogni senso percepisce, ed è determinante per capire al meglio un qualsiasi istante: è il gioco delle parti. Sviluppare di più un senso rispetto agli altri può si accrescere le modalità di apprendimento di quel senso preciso, ma indebolirà la capacità di apprendimento su larga scala.
L'uomo conta nella galassia, quanto un insetto sulla terra.
La natura ama nascondersi agli occhi dell'uomo, ma è nella natura dell'uomo provare piacere e rincorrere le emozioni che questa gli dona.
Io sono un feto, un bambino, un giovane, un adolescente, un uomo, un padre, uno zio, un anziano, un nonno, un vecchio. Come un frutto è un seme, una radice, un ramo, una foglia, un albero, un fiore. Come una particella d'acqua è liquida, gassosa e poi solida. Come il fuoco, l'aria, la terra, ecc..
Gli aforismi sono frasi prese alla rinfusa che vogliono dire tutto, senza dire niente.
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12.6.09
Che cos'è l'anticonformismo?
ANTICONFORMISMO E CONFORMISMO ETICO-SOCIALE
Il mondo è un mare di illusioni, credenze e teorie, e noi siamo i naviganti in ascolto. Se le azioni vissute sono le stesse per tutti, le interpretazioni no. Da qui la creazione di due aggettivi contrapposti, conformista e anticonformista, per ben distinguere (e di nuovo classificare) un certo tipo d'uomo da un altro.
Noi in questo scritto non tratteremo atteggiamenti conformisti, nè spiegheremo il perchè di alcune forme d'aggregazione autolesioniste, (perchè chi le ha superate, già sà, chi ne fa parte, non ascolterebbe!) bensì discuteremo e valuteremo la figura dell'individuo non conforme, per necessità, alle questioni del suo tempo.
Quando si parla di anticonformismo come non citare Montaigne? che con la celebre domanda "che so io?" diede vita a uno dei più bei scritti di tutti i tempi! o Nietzsche che dell'anticonformismo fece il suo cavallo di battaglia! Tutti i più grandi uomini furono necessariamente anticonformisti, ad ognuno andava stretta la propria epoca! ma vediamo più da vicino chi è il conformista e il non conformista.
Conformista è colui che si adegua senza troppi problemi, ad usi, costumi e opinioni politiche-sociali del proprio tempo. Anticonformista è colui che, grazie ad una diversa evoluzione ed una decisa credenza in se stesso, si oppone al pensiero politico, etico e morale prevalente. Chiariamo subito alcuni aspetti. L'anticonformismo non è, come sostenne l'antropologo francese René Girard, il non sopportare la somiglianza con gli altri esseri umani, perchè l'anticonformista è fiero di essere un uomo; ma è la conseguenza inevitabile di una diversa evoluzione interiore, è la normativa che predispone l'individuo ad imporsi sul presente della propria vita. Si potrebbe quasi dire che il conformismo è la direttiva, l'anticonformismo è l'eccezione che invalida l'impostazione della regola.
L'anticonformista non è vincolato da nessun culto o dogma, non ha costrizioni morali e mai viene colto da rimorsi. Egli è libero da ogni standard intellettuale e non si cura di apparire serio o di avere un posto rispettabile in società; è come se avesse azzerato ogni preconcetto ed ogni insegnamento ricevuto, e rivalutato ogni cosa, ogni pensiero, in base alla sua personale scala di valori e alle sue esperienze personali. Le sue giornate si susseguono all'insegna della conoscenza e degli slanci vitali, cura e raffina le più piccole sfaccettature e nuota a testa alta in quell'immenso mare che è la nostra società. Irresponsabile, irruento, indipendente, osserva gli eventi e le persone che gli passano accanto e li misura e giudica secondo i loro meriti e le loro doti. Lapidario e deciso, condanna o apprezza, senza mezzi termini e senza tenere conto degli interessi e delle conseguenze, per questo il suo verdetto sarà sempre puro, verace. L'anticonformista è il teorico della creatività individuale, è colui che riconsegna l'uomo alla sua dimensione reale, è la forza motrice che muore e rinasce ogni giorno più forte!
"Chi vuol essere un uomo" disse Emerson, "deve essere un'anticonformista", rivolgendosi alle matricole di harvard; ma l'anticonformismo non si insegna, non si apprende dai libri e non si può descrivere se non in modo superficiale. Non esiste una linea predefinita che divide il conformista dal non conformista, non si può tracciare una scala per valutare chi è più conforme alla norma e chi non. Non si può criticare o trattare il tema dell'anticonformismo nei salotti e nei dibattiti aperti. Il non conformista, è lontano da tutto ciò! è lui stesso che per il suo modo di essere, prova felicità nel proprio intimo, e questo gli basta. Niente è sacro se non l'integrità del proprio animo.
La vita dell'anticonformista vale per se stessa e non per fare spettacolo. Egli preferisce di gran lunga avere una vita semplice e moderata, ma genuina, piuttosto che una vita scintillante e instabile. Ogni azione accettata e considerata da tutti eccellente, non sarà mai in grado di migliorare un uomo se non nella sua apparenza, difatti il non conforme alle regole comuni, sa che non fa alcuna differenza se lui compie o no determinate azioni, perchè il diritto di godere di un evento non è insito nell'azione. L'anticonformista sa che deve fare tutto ciò che a lui compete, e non ciò che la gente pensa o dice. Egli troverà sempre qualcuno che crederà di sapere meglio di lui, quale sia il suo dovere, o quale sia la strada che deve intraprendere per vivere al meglio, ma a questi risponderà con un sorriso perchè mai potrà accontentare le loro richieste. Le sue azioni prendono un'impronta nuova, colorata. Ogni forma di acconsentimento ad usi e costumi, ogni forma di aggregazione morale, è stata abbandonata per non disperdere energie utili.
Ogni sua azione è dettata dall'idea che lui ha di se stesso e non da ciò che gli altri si aspettano da lui. L'evoluzione lo porta ad allontanarsi da alcune persone e ad avvicinarsi ad altre, forse creerà malcontento in alcuni amici, ma questo fa parte dello sviluppo e della crescita, non si può rimanere fedeli a tutti. Le sue attenzioni saranno dedicate al sole e alla luna, egli confida a tal punto nel profondo e nel sacro che farà solo ciò che lo porta ad accrescere la gioia che prova nel suo cuore. Così cercherà chi è più simile a lui, non sprecherà le sue attenzioni per uomini o donne che non sono della sua razza, non correrà dietro a tutti per paura di restare solo, ma selezionerà le vere amicizie dalle conoscenze. Egli saluterà i vecchi amici invitandoli a rimanere fedeli ai compagni che più li rappresentano, e lui farà lo stesso.
La gente comune pensa che l'anticonformista rifiuta tutte le norme comuni, e per questo verrà accusato di essere in contrasto con il mondo, ma la sua coscienza e la sua forza non verranno minimamente intaccante, anzi il suo carattere prenderà piede! perchè quando un uomo viene attaccato o emarginato, vuol dire che sta procedendo nel migliore dei modi nel corso della propria vita! Egli ama ciò che è dettato dalla propria natura ed è deciso a seguire la verità perchè sa che questa lo condurrà fuori sano e salvo. Contempla la vita perchè è l'unica cosa che è degna di attenzione, e vive della forza vitale perchè è l'unica forza che lo mantiene vivo! ( è l'universo il maestro dell'anticonformista)
Ogni azione che comunemente arreca felicità, come una vincita economica, una buona carriera lavorativa, l'acquisto di un autoveicolo, di un telefono, una vittoria politica, una viottoria calcistica, si pensa che possa portare serenità e buon umore, ma è solo una credenza. L'anticonformista sa che nulla può portare pace se non noi stessi nel nostro intimo. Nulla può donare felicità se non la consolidazione dei nostri pensieri e dei nostri principi. Come cantava un noto cantautore, "l'anticonformista, non si accontenta di volare a bassa quota, e di sfiorare il mondo con un dito, egli vuole vivere di se stesso, del profondo e dell'eterno".
Il mondo è un mare di illusioni, credenze e teorie, e noi siamo i naviganti in ascolto. Se le azioni vissute sono le stesse per tutti, le interpretazioni no. Da qui la creazione di due aggettivi contrapposti, conformista e anticonformista, per ben distinguere (e di nuovo classificare) un certo tipo d'uomo da un altro.
Noi in questo scritto non tratteremo atteggiamenti conformisti, nè spiegheremo il perchè di alcune forme d'aggregazione autolesioniste, (perchè chi le ha superate, già sà, chi ne fa parte, non ascolterebbe!) bensì discuteremo e valuteremo la figura dell'individuo non conforme, per necessità, alle questioni del suo tempo.
Quando si parla di anticonformismo come non citare Montaigne? che con la celebre domanda "che so io?" diede vita a uno dei più bei scritti di tutti i tempi! o Nietzsche che dell'anticonformismo fece il suo cavallo di battaglia! Tutti i più grandi uomini furono necessariamente anticonformisti, ad ognuno andava stretta la propria epoca! ma vediamo più da vicino chi è il conformista e il non conformista.
Conformista è colui che si adegua senza troppi problemi, ad usi, costumi e opinioni politiche-sociali del proprio tempo. Anticonformista è colui che, grazie ad una diversa evoluzione ed una decisa credenza in se stesso, si oppone al pensiero politico, etico e morale prevalente. Chiariamo subito alcuni aspetti. L'anticonformismo non è, come sostenne l'antropologo francese René Girard, il non sopportare la somiglianza con gli altri esseri umani, perchè l'anticonformista è fiero di essere un uomo; ma è la conseguenza inevitabile di una diversa evoluzione interiore, è la normativa che predispone l'individuo ad imporsi sul presente della propria vita. Si potrebbe quasi dire che il conformismo è la direttiva, l'anticonformismo è l'eccezione che invalida l'impostazione della regola.
L'anticonformista non è vincolato da nessun culto o dogma, non ha costrizioni morali e mai viene colto da rimorsi. Egli è libero da ogni standard intellettuale e non si cura di apparire serio o di avere un posto rispettabile in società; è come se avesse azzerato ogni preconcetto ed ogni insegnamento ricevuto, e rivalutato ogni cosa, ogni pensiero, in base alla sua personale scala di valori e alle sue esperienze personali. Le sue giornate si susseguono all'insegna della conoscenza e degli slanci vitali, cura e raffina le più piccole sfaccettature e nuota a testa alta in quell'immenso mare che è la nostra società. Irresponsabile, irruento, indipendente, osserva gli eventi e le persone che gli passano accanto e li misura e giudica secondo i loro meriti e le loro doti. Lapidario e deciso, condanna o apprezza, senza mezzi termini e senza tenere conto degli interessi e delle conseguenze, per questo il suo verdetto sarà sempre puro, verace. L'anticonformista è il teorico della creatività individuale, è colui che riconsegna l'uomo alla sua dimensione reale, è la forza motrice che muore e rinasce ogni giorno più forte!
"Chi vuol essere un uomo" disse Emerson, "deve essere un'anticonformista", rivolgendosi alle matricole di harvard; ma l'anticonformismo non si insegna, non si apprende dai libri e non si può descrivere se non in modo superficiale. Non esiste una linea predefinita che divide il conformista dal non conformista, non si può tracciare una scala per valutare chi è più conforme alla norma e chi non. Non si può criticare o trattare il tema dell'anticonformismo nei salotti e nei dibattiti aperti. Il non conformista, è lontano da tutto ciò! è lui stesso che per il suo modo di essere, prova felicità nel proprio intimo, e questo gli basta. Niente è sacro se non l'integrità del proprio animo.
La vita dell'anticonformista vale per se stessa e non per fare spettacolo. Egli preferisce di gran lunga avere una vita semplice e moderata, ma genuina, piuttosto che una vita scintillante e instabile. Ogni azione accettata e considerata da tutti eccellente, non sarà mai in grado di migliorare un uomo se non nella sua apparenza, difatti il non conforme alle regole comuni, sa che non fa alcuna differenza se lui compie o no determinate azioni, perchè il diritto di godere di un evento non è insito nell'azione. L'anticonformista sa che deve fare tutto ciò che a lui compete, e non ciò che la gente pensa o dice. Egli troverà sempre qualcuno che crederà di sapere meglio di lui, quale sia il suo dovere, o quale sia la strada che deve intraprendere per vivere al meglio, ma a questi risponderà con un sorriso perchè mai potrà accontentare le loro richieste. Le sue azioni prendono un'impronta nuova, colorata. Ogni forma di acconsentimento ad usi e costumi, ogni forma di aggregazione morale, è stata abbandonata per non disperdere energie utili.
Ogni sua azione è dettata dall'idea che lui ha di se stesso e non da ciò che gli altri si aspettano da lui. L'evoluzione lo porta ad allontanarsi da alcune persone e ad avvicinarsi ad altre, forse creerà malcontento in alcuni amici, ma questo fa parte dello sviluppo e della crescita, non si può rimanere fedeli a tutti. Le sue attenzioni saranno dedicate al sole e alla luna, egli confida a tal punto nel profondo e nel sacro che farà solo ciò che lo porta ad accrescere la gioia che prova nel suo cuore. Così cercherà chi è più simile a lui, non sprecherà le sue attenzioni per uomini o donne che non sono della sua razza, non correrà dietro a tutti per paura di restare solo, ma selezionerà le vere amicizie dalle conoscenze. Egli saluterà i vecchi amici invitandoli a rimanere fedeli ai compagni che più li rappresentano, e lui farà lo stesso.
La gente comune pensa che l'anticonformista rifiuta tutte le norme comuni, e per questo verrà accusato di essere in contrasto con il mondo, ma la sua coscienza e la sua forza non verranno minimamente intaccante, anzi il suo carattere prenderà piede! perchè quando un uomo viene attaccato o emarginato, vuol dire che sta procedendo nel migliore dei modi nel corso della propria vita! Egli ama ciò che è dettato dalla propria natura ed è deciso a seguire la verità perchè sa che questa lo condurrà fuori sano e salvo. Contempla la vita perchè è l'unica cosa che è degna di attenzione, e vive della forza vitale perchè è l'unica forza che lo mantiene vivo! ( è l'universo il maestro dell'anticonformista)
Ogni azione che comunemente arreca felicità, come una vincita economica, una buona carriera lavorativa, l'acquisto di un autoveicolo, di un telefono, una vittoria politica, una viottoria calcistica, si pensa che possa portare serenità e buon umore, ma è solo una credenza. L'anticonformista sa che nulla può portare pace se non noi stessi nel nostro intimo. Nulla può donare felicità se non la consolidazione dei nostri pensieri e dei nostri principi. Come cantava un noto cantautore, "l'anticonformista, non si accontenta di volare a bassa quota, e di sfiorare il mondo con un dito, egli vuole vivere di se stesso, del profondo e dell'eterno".
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1.6.09
Acquisizioni di nuove arti creative
INDIZI PER LO SVILUPPO DI UNA CULTURA EVOLUTIVA
Da cent'anni a questa parte, con la fine della guerra e la compiuta industrializzazione, ogni nazione ha subito enormi cambiamenti. Paesi e città sono stati invasi da un eccessivo sviluppo e da rapidi cambiamenti sociali, che hanno indubbiamente modificato il pensiero e l'anima dell'uomo. Quel gusto dell'antico che dava l'idea di una certa consistenza, quella cultura che si pensava fosse solida e inattaccabile, nella quale sono stati allevati i nostri nonni, oggi non esiste praticamente più; noi, uomini del ventunesimo secolo non possiamo far altro che constatarne il decesso, e apprenderne gli insegnamenti attraverso libri e documenti. Basta spostarci di paese in paese per osservare i cambiamenti di costume e d'opinione. Solo nelle campagne o nei paesi dove ancora si vive di coltivazione e piccolo artigianato, possiamo trovare antiche forme di rapporto, di giochi, d'intrattenimento, di feste popolari, di sagre e di riunioni di paese, tutte graduazioni di rapporti sociali andate perdute con il progressivo cambiamento di vita dell'uomo moderno.
La vita spirituale del nostro tempo si esprime all'insegna di un forte indebolimento dei valori tradizionali. Viviamo un periodo di transizione al quanto grottesco, nascondiamo la mancanza di una vera coscienza rincorrendo una qualsiasi forma di intrattenimento, esaltiamo tutto ciò che è sbrigativo e mediocre a discapito della riflessione e del piacere di raggiungere uno scopo. Ma la biografia umana insegna che proprio tempi di stallo simili ai nostri, sono destinati a partorire nuovi meravigliosi rinascimenti, il problema è il prolungarsi dell'attesa.
Negli ultimi due secoli, l'uomo ha brillato come il sole tra le montagne, ha acquistato coraggio e fiducia in se stesso, come mai aveva fatto nella storia! dopo aver superato l'abilità greca è arrivato la conoscenza di sè, e di conseguenza al dramma della decadenza e alla necessità di nuovi valori. Dal tardo ottocento ad oggi, l'unica idea che diede una seria speranza di cambiamento, fu il concetto di urbanismo unitario situazionista; ma sessant'anni fa il mondo non era pronto a dei cambiamenti radicali, sociali e culturali, questo era ancora in balia degli istinti e rimbalzava da un'estremo all'altro, senza trovare un proprio equilibrio.
Ora, dopo aver vissuto esperienze e realtà differenti è tempo di abbandonare i vecchi istinti per ricoprirci di nuove arti. L'evoluzione continua lungo il sentiero della concretizzazione delle proprie idee, e se Debord affermava che "noi siamo degli artisti per quello che non siamo più artisti: noi veniamo a realizzare l'arte", noi uomini superiori veniamo a realizzare la vita!
La filosofia evolutiva non nasce per imporre un credo o per insegnare un pensiero o un'ideologia, bensì per crescere. Noi proponiamo una teoria emozionale della conoscenza e una concezione del pensare come "pia ricezione", siamo per un pensiero dell'individuazione attraverso un'educazione all'abbandono. L'uomo sa nutrire il proprio stomaco per vivere, ma non sa nutrire la propria anima per volare.
Per questo offriamo nuovi terreni su cui coltivare, che dettino condizioni favorevoli allo sviluppo dello spirito e che siano determinanti per un progresso umano e non industriale.
La nostra onda, deve essere in grado di sovvertire, senza costrizioni o forzature, il pensiero e l'alienata concezione comune del vivere, tutto deve venire da sè nella più totale normalità, come un uccello che migra verso territori migliori. Quale evento potrebbe agire in modo così incisivo, se non una rinascita culturale, spirituale e di costume?
I compiti di una cultura superiore, che si rifà allo sviluppo di una filosofia avolutiva sono principalmente tre:
1) Criticare attivamente i valori tradizionali e sviluppare nuove idee.
2) Infondere sicurezza e conforto ai molti, e rafforzare le fondamenta della loro vita.
3) Preservare gli slanci e le emozioni, dare ossigeno alle culture più raffinate e vivere a pieno i cambiamenti, per una continua crescita e uno sviluppo costante del presente.
Il primo punto è ciò che da inizio alla rinascita, è il superamento delle vecchie credenze e l'abbattimento dei vecchi idoli. In alcuni uomini, questo processo si verifica con lo sviluppo e la formazione dello spirito, questi hanno la capacità innata di valutare ogni avvenimento, ogni opinione, e ciò che non è sentito come qualcosa che fa parte del proprio essere, come qualcosa che contribuisca alla propria evoluzione, verrà allontanato. In altri invece, il processo può iniziare solo con una spinta esterna, che indirizzi la loro volontà verso qualcosa di costruttivo e che, con l'aiuto degli uomini migliori, riesca ad arrivare al superamento di concetti già vecchi nel diciannovtesimo secolo, come il superamento dei dogmi religiosi nel privato e nello stato, la presa coscienza della falsa morale e la messa in discussione delle idee inamovibili, basate su incertezze e paure derivate da una non conoscenza personale. Tutto questo può avvenire solo con un ritorno alle discussioni libere, con un rinnovato piacere di vivere in società e un ritrovato gusto nel confronto morale-spirituale diretto.
Il secondo punto rilascia all'uomo la forza per un'accurata ricerca di sè. Con il rafforzamento della tecnica e la presa coscienza del proprio mioglioramento, verranno riscoperte le fondamenta della vita umana basate sull'amore, sulla verità e sulla giustizia.Quando queste discipline verrano vissute a pieno, oltre che ad un graduale miglioramento di ogni singolo individuo, assisteremo allo sviluppo di ogni espressione umana derivata dal caos della natura.
Il terzo ed ultimo punto, è l'anello di congiunzione tra il percorso d'inizio e la filosofia evolutiva. Da questo momento in poi, a fare da protagonisti saranno nella maggior parte dei casi, gli spiriti più attenti e più liberi. Questi avranno il compito di evolvere l'umanità sempre ad un livello superiore e di sperimentare ogni forma di volontà come potenziale motore del presente. Saranno loro, concreti sognatori, a prendere in mano le redini del mondo e a dirigere gli uomini verso lontani orizzonti, perchè anche se non lo si crede, il talento umano supera di gran lunga la capacità di essere spiegato.
Un uomo, è un vero uomo, solo in quanto ci rende più felice la natura e la vita! non ha alcuna importanza l'attività che svolge o il suo grado nella scala sociale, perchè ogni attività è insensata, ed ogni discriminazione è superflua.
Bisogna difendere e preservare ogni arte umana, ogni talento ed ogni forma d'uomo che abbia del carattere. Ogni cultura ha bisogno del meglio dell'aspressione dell'universo e da sempre la natura conferisce i suoi segreti agli uomini superiori. Il valore di ogni singolo uomo, quando viene conosciuto, è destinato a influire sugli animi più puri, e talvolta anche a cambiare il corso degli eventi! L'antico Pons de capduoill scrisse che: "spesso ho ascoltato e mi pare vero il detto: in chi diletta l'uomo, pure Dio prende diletto". Michelangelo, dopo la morte di Cardinal Ippolito, scrisse di sè: "comincio ad avvedermi che le promesse di questo mondo sono per la più parte vani fantasmi, e che il confidare in sè stessi, e diventare cosa di valore e di pregio, è la via migliore e più sicura", Ah! se potessimo mantenere questa sensibilità, vivere nel felice presente e trovar serenità nella corso della giornata che con i sui mezzi richiede solo ricettività e percezione, abbandono e ascolto! questa è la speranza della filosofia evolutiva: diventare cosa di valore non solo per sè, ma anche per gli altri!
Da cent'anni a questa parte, con la fine della guerra e la compiuta industrializzazione, ogni nazione ha subito enormi cambiamenti. Paesi e città sono stati invasi da un eccessivo sviluppo e da rapidi cambiamenti sociali, che hanno indubbiamente modificato il pensiero e l'anima dell'uomo. Quel gusto dell'antico che dava l'idea di una certa consistenza, quella cultura che si pensava fosse solida e inattaccabile, nella quale sono stati allevati i nostri nonni, oggi non esiste praticamente più; noi, uomini del ventunesimo secolo non possiamo far altro che constatarne il decesso, e apprenderne gli insegnamenti attraverso libri e documenti. Basta spostarci di paese in paese per osservare i cambiamenti di costume e d'opinione. Solo nelle campagne o nei paesi dove ancora si vive di coltivazione e piccolo artigianato, possiamo trovare antiche forme di rapporto, di giochi, d'intrattenimento, di feste popolari, di sagre e di riunioni di paese, tutte graduazioni di rapporti sociali andate perdute con il progressivo cambiamento di vita dell'uomo moderno.
La vita spirituale del nostro tempo si esprime all'insegna di un forte indebolimento dei valori tradizionali. Viviamo un periodo di transizione al quanto grottesco, nascondiamo la mancanza di una vera coscienza rincorrendo una qualsiasi forma di intrattenimento, esaltiamo tutto ciò che è sbrigativo e mediocre a discapito della riflessione e del piacere di raggiungere uno scopo. Ma la biografia umana insegna che proprio tempi di stallo simili ai nostri, sono destinati a partorire nuovi meravigliosi rinascimenti, il problema è il prolungarsi dell'attesa.
Negli ultimi due secoli, l'uomo ha brillato come il sole tra le montagne, ha acquistato coraggio e fiducia in se stesso, come mai aveva fatto nella storia! dopo aver superato l'abilità greca è arrivato la conoscenza di sè, e di conseguenza al dramma della decadenza e alla necessità di nuovi valori. Dal tardo ottocento ad oggi, l'unica idea che diede una seria speranza di cambiamento, fu il concetto di urbanismo unitario situazionista; ma sessant'anni fa il mondo non era pronto a dei cambiamenti radicali, sociali e culturali, questo era ancora in balia degli istinti e rimbalzava da un'estremo all'altro, senza trovare un proprio equilibrio.
Ora, dopo aver vissuto esperienze e realtà differenti è tempo di abbandonare i vecchi istinti per ricoprirci di nuove arti. L'evoluzione continua lungo il sentiero della concretizzazione delle proprie idee, e se Debord affermava che "noi siamo degli artisti per quello che non siamo più artisti: noi veniamo a realizzare l'arte", noi uomini superiori veniamo a realizzare la vita!
La filosofia evolutiva non nasce per imporre un credo o per insegnare un pensiero o un'ideologia, bensì per crescere. Noi proponiamo una teoria emozionale della conoscenza e una concezione del pensare come "pia ricezione", siamo per un pensiero dell'individuazione attraverso un'educazione all'abbandono. L'uomo sa nutrire il proprio stomaco per vivere, ma non sa nutrire la propria anima per volare.
Per questo offriamo nuovi terreni su cui coltivare, che dettino condizioni favorevoli allo sviluppo dello spirito e che siano determinanti per un progresso umano e non industriale.
La nostra onda, deve essere in grado di sovvertire, senza costrizioni o forzature, il pensiero e l'alienata concezione comune del vivere, tutto deve venire da sè nella più totale normalità, come un uccello che migra verso territori migliori. Quale evento potrebbe agire in modo così incisivo, se non una rinascita culturale, spirituale e di costume?
I compiti di una cultura superiore, che si rifà allo sviluppo di una filosofia avolutiva sono principalmente tre:
1) Criticare attivamente i valori tradizionali e sviluppare nuove idee.
2) Infondere sicurezza e conforto ai molti, e rafforzare le fondamenta della loro vita.
3) Preservare gli slanci e le emozioni, dare ossigeno alle culture più raffinate e vivere a pieno i cambiamenti, per una continua crescita e uno sviluppo costante del presente.
Il primo punto è ciò che da inizio alla rinascita, è il superamento delle vecchie credenze e l'abbattimento dei vecchi idoli. In alcuni uomini, questo processo si verifica con lo sviluppo e la formazione dello spirito, questi hanno la capacità innata di valutare ogni avvenimento, ogni opinione, e ciò che non è sentito come qualcosa che fa parte del proprio essere, come qualcosa che contribuisca alla propria evoluzione, verrà allontanato. In altri invece, il processo può iniziare solo con una spinta esterna, che indirizzi la loro volontà verso qualcosa di costruttivo e che, con l'aiuto degli uomini migliori, riesca ad arrivare al superamento di concetti già vecchi nel diciannovtesimo secolo, come il superamento dei dogmi religiosi nel privato e nello stato, la presa coscienza della falsa morale e la messa in discussione delle idee inamovibili, basate su incertezze e paure derivate da una non conoscenza personale. Tutto questo può avvenire solo con un ritorno alle discussioni libere, con un rinnovato piacere di vivere in società e un ritrovato gusto nel confronto morale-spirituale diretto.
Il secondo punto rilascia all'uomo la forza per un'accurata ricerca di sè. Con il rafforzamento della tecnica e la presa coscienza del proprio mioglioramento, verranno riscoperte le fondamenta della vita umana basate sull'amore, sulla verità e sulla giustizia.Quando queste discipline verrano vissute a pieno, oltre che ad un graduale miglioramento di ogni singolo individuo, assisteremo allo sviluppo di ogni espressione umana derivata dal caos della natura.
Il terzo ed ultimo punto, è l'anello di congiunzione tra il percorso d'inizio e la filosofia evolutiva. Da questo momento in poi, a fare da protagonisti saranno nella maggior parte dei casi, gli spiriti più attenti e più liberi. Questi avranno il compito di evolvere l'umanità sempre ad un livello superiore e di sperimentare ogni forma di volontà come potenziale motore del presente. Saranno loro, concreti sognatori, a prendere in mano le redini del mondo e a dirigere gli uomini verso lontani orizzonti, perchè anche se non lo si crede, il talento umano supera di gran lunga la capacità di essere spiegato.
Un uomo, è un vero uomo, solo in quanto ci rende più felice la natura e la vita! non ha alcuna importanza l'attività che svolge o il suo grado nella scala sociale, perchè ogni attività è insensata, ed ogni discriminazione è superflua.
Bisogna difendere e preservare ogni arte umana, ogni talento ed ogni forma d'uomo che abbia del carattere. Ogni cultura ha bisogno del meglio dell'aspressione dell'universo e da sempre la natura conferisce i suoi segreti agli uomini superiori. Il valore di ogni singolo uomo, quando viene conosciuto, è destinato a influire sugli animi più puri, e talvolta anche a cambiare il corso degli eventi! L'antico Pons de capduoill scrisse che: "spesso ho ascoltato e mi pare vero il detto: in chi diletta l'uomo, pure Dio prende diletto". Michelangelo, dopo la morte di Cardinal Ippolito, scrisse di sè: "comincio ad avvedermi che le promesse di questo mondo sono per la più parte vani fantasmi, e che il confidare in sè stessi, e diventare cosa di valore e di pregio, è la via migliore e più sicura", Ah! se potessimo mantenere questa sensibilità, vivere nel felice presente e trovar serenità nella corso della giornata che con i sui mezzi richiede solo ricettività e percezione, abbandono e ascolto! questa è la speranza della filosofia evolutiva: diventare cosa di valore non solo per sè, ma anche per gli altri!
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